Bobbio - Guida Turistica

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Abbazia di San Colombano
  L'abbazia del monastero di San Colombano si trova al centro del tessuto urbano di Bobbio. La sua costruzione cominciò verso la fine del IX secolo, quando l'abate Agilulfo (883-896) prese la decisione di trasportare in basso l'intero complesso cenobitico.
 Attorno alla vasta area occupata dal monastero, si formò poco per volta il borgo medioevale che conservò la primitiva denominazione di "Bobium".
 Lo sviluppo maggiore si ebbe dopo il 1000, quando il borgo assunse il titolo di "citta' vescovile".
Il monastero si compone di numerosi complessi interni ed esterni:
  • Basilica di S.Colombano, risale al periodo 1456-1530;
  • Abside rettangolare costruita negli anni 1456-1485;
  • la Torre del Comune costruita nel 1341 ed abbattuta nel 1532;
  • la Torre campanaria della fine del IX secolo;
  • il Museo dell'Abbazia di S.Colombano.
All'interno della Basilica si trovano:
  • la vasca battesimale del IX secolo;
  • la navata centrale del 1526;
  • le due navate minori;
  • il transetto;
  • la cappella maggiore, con il mosaico di S.Colombano;
  • la cripta, con il sarcofago di S.Colombano al centro, il sepolcro di S.Attala, secondo abate, e il sepolcro di S.Bertulfo, terzo abate.
Il Museo dell'Abbazia di S.Colombano da alcuni anni ha trovato una sua degna collocazione nei locali del monastero, ed è articolato nelle seguenti sezioni:-Età della romanizzazione: -Tomba Cocceia -Tomba Vipponi -Tomba Calvisia -Anfore cinerarie -Embrici romani -Idria di alabastro -Teca eburnea -Ara a Diana -Ampolle votive -Età Longobarda: -Capitelli protoromanici -Transenne Longobarde -Lapide di Cumiano, abate dal 653 al 661 -Lapide di S.Colombano -Capitello Longobardo -Età Carolingia: -Pilastrino prismatico -Tomba di Gaudino -Pinacoteca: -Polittico del Luini -Madonna con santi -Natività -Vita di Cristo -Madonna del Campi -Statua lignea
Castello Malaspiniano
 La sua costruzione cominciò nel 1304, per opera di Corradino Malaspina della famiglia Malaspina, il primo esponente della Signoria di Bobbio. Non è da escludere la collaborazione del visconte Pallavicino, il quale già nel 1307 lo usò come roccaforte della politica ghibellina. Forse la primitiva costruzione aveva proporzioni più modeste delle attuali, dovute a successivi interventi.
 La Via Francigena, anticamente chiamata Via Francesca o Romea e detta talvolta anche Franchigena, è il percorso di un pellegrinaggio che da Canterbury portava a Roma e costituiva una delle più importanti vie di comunicazione europee in epoca medioevale. La relazione di viaggio più antica risale al 990 dove viene descritto in 79 tappe il viaggio di ritorno da Roma di Sigerico, arcivescovo di Canterbury. Costituì un eccezionale passaggio di segni, emblemi, culture e linguaggi dell'Occidente Cristiano. Ancora oggi sono rintracciabili sul territorio le memorie di questo passaggio che ha strutturato profondamente le forme insediative lungo il percorso e con il percorso. Un passaggio che ha permesso alle diverse culture europee di comunicare e di venire in contatto, forgiando la base culturale, artistica, economica e politica dell'Europa Moderna.
 A partire dal 1994 la Via Francigena è stata dichiarata "Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa" assumendo, alla pari del Cammino di Santiago de Compostela, una dignità sovranazionale.
il "Ponte del Diavolo" o "Gobbo"
 Il Ponte Vecchio detto anche Gobbo per l'irregolarità delle sue undici campate è uno dei simboli della città. La sua esistenza è documentata a partire dal 1196, ma probabilmente risale ad età precolombaniana.
 Fino al XVI secolo il ponte era composto da pochi archi e solo nel XVII secolo raggiunsero il numero di 11. Anche conosciuto come "Ponte del Diavolo" dalla leggenda popolare che ne racconta la creazione. Si dice infatti che San Colombano accettò di stipulare un patto con il Demonio.
 Quest'ultimo si impegnava a edificare il ponte in una sola notte in cambio dell'anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato.
 Il mattino seguente seppur con forma e arcate irregolari il ponte era terminato ed il monaco Irlandese tenne fede alla parola data facendolo attraversare però per primo da un cane.